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Sicily on Horseback

Castellana Sicula: the city of mural paintings

Castellana Sicula: la città dei Murales

Castellana Sicula è un comune della provincia di Palermo. È stato definito amministrativamente comune nel 1948, ma ha una storia ben più antica che lo identifica come borgo già dal 700.
Furono gli agricoltori a fondare un primo insediamento nell’aera, che ben si prestava alle pratiche di coltivazione per le sue dotazioni idriche; caratteristica inusuale in Sicilia. Dalle varie testimonianze archeologiche, come le terme e i vari ambienti ipogei, si evince che Castellana anticamente fosse una residenza romana.

Esso è il primo che il visitatore incontra addentrandosi nel Parco delle Madonie e dunque può senz’altro considerarsi una delle “porte” della grande area protetta. È costituito da numerosi edifici pubblici, piazze ariose, villette e impianti sportivi, insieme a un anfiteatro, dentro e intorno al quale si svolge ogni anno l’estate Castellanese con tutte le inerenti manifestazioni.

Il borgo: uno scrigno di immagini

La vivacità dei colori, la ricchezza dei temi trattati, la bellezza dei luoghi prescelti sono tutti fattori di grande rilievo che fanno oggi di Castellana un piccolo tesoro di immagini e fantasia. Essendo un centro di recente fondazione, non annovera palazzi storici, né chiese piene di opere d’arte. Solo a partire dal 1994 artisti di valore hanno lasciato per le strade i loro preziosi contributi e quadri nell’aula consiliare, moderna pinacoteca cittadina.

I visitatori infatti, vengono subito colpiti dai variopinti murales, che con i loro colori ravvivano il centro, rendendo il borgo uno scrigno di immagini. Proprio per tal motivo Castellana si è guadagnata il felice epiteto di “Città dei Murales”.

Il punto di riferimento del borgo è il Museo Civico inscritto nell’area archeologica di contrada Muratore; ma vi sono anche molti luoghi d’interesse etno-antropologico assai rilevante: nella fattispecie, insediamenti pastorali, fattorie e vecchi mulini ad acqua, tutti posti su sentieri percorribili a piedi oppure a cavallo e persino in bicicletta.

L’intero pianoro è tappezzato di campi coltivati, piante spontanee, uliveti e frutteti, vigne fiancheggianti stradine rurali, fitti boschi, fungaie prospere in autunno e tanta vegetazione selvatica.
Per quanto riguarda i luoghi di culto, questi non possono affondare le loro radici nel passato, ma si tratta comunque di strutture sacre aventi una propria identità colta dai turisti.

Nello specifico vi è la chiesa di San Francesco di Paola, che costudisce il “Sant’Antonio Abate” dipinto da Zoppo da Gangi; la chiesa della Madonna della Catena, meta di pellegrinaggio ormai da tempo; la chiesa di San Giuseppe, distinta grazie al sagrato a doppia scalinata e un giardino di rose; ogni località ha un tempio cristiano.

Festività patrimoniali

Fra le varie, la più emozionante è dedicata alla Madonna dell’alto, celebrata sulla vetta del monte San Salvatore. Il “manciari i San Giuseppe” è invece un concerto di tavolate allestite dalla gente del posto per tutti coloro che non sono ancora convolati a nozze; un’occasione per mangiare piatti tipici come la pasta al baccalà, cardi fritti e frittelle dolci, proposte anche al “Ballo della cordella” i primi di agosto insieme a pecorino e salumi. Altre manifestazioni molto importanti sono la sagra del pane e il carnevale delle Madonie.

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